domenica, luglio 12, 2009

Sunday Morning Réveil
Pacifica Nostalgia (portami via)

venerdì, luglio 10, 2009

Dent May & his magnificent tacos

Let's form a band and go playing in mexican restaurants!

[via]

giovedì, luglio 09, 2009

Maolo, i quaccheri e il fantastico mixtape

L'avevamo già anticipato: in occasione della serata conclusiva del Mengo Music Fest tornano in Toscana i My Awesome Mixtape. Ora, mentre organizzate le macchine per venire a sentire stasera i geek dancers bolognesi in concerto ad Arezzo, preceduti sul palco da altre band aretine tra cui Thank You for The Drum Machine con dj set prima e tra i concerti a cura de La Belle Epop, potete leggere questa intervista ricca di spunti interessanti a Maolo.
La mente e voce dei MAM si racconta un po', rispondendo alle nostre domande sul breve futuro del gruppo, parlando del suo progetto hip hop parallelo, riflettendo sullo stato in cui verserebbe la promozione del materiale musicale in Italia, e tante altre amenità...

- Ciao Maolo, ti ritroviamo di nuovo in pista con i My Awesome Mixtape e un nuovo ep, un ennesimo tour italiano ed europeo, uno split con i Trabant ma anche con un inedito progetto solista tutto tuo dal nome Quackers and Mormons.
Prima di tutto questo, com'è andato nel periodo di pausa dai palchi e qu
ante ricette nuove hai sperimentato alle tastiere e ai fornelli?
I mesi di pausa dalle suonate in giro per lo stivale e oltre sono stati davvero tanti (o quantomeno sono stati davvero tanti per noi, abituati ad avere di media almeno una data ogni settimana), da Settembre a Maggio. Dunque, a parte l'assidua frequentazione dello studio di Bruno dei Settlefish per imprimere su disco il nuovo materiale, il tempo rimasto è stato come al solito dedicato o a cucinare per locali del nord-est (Locomotiv e Interzona su tutti) o a mettere a punto questo nuovo progettino che mi vede, solo, cantare su campionamenti azionati da leggere pressioni su tasti di marchingegni elettronici!

- Other Houses, ep edito dalla 42 Records e lanciato su Pronti al Peggio è disponibile in download gratuito oppure su musicassetta per mailorder e ai vostri banchetti. Forse in certi giri non rappresenta più una novità, ma rilasciare un lavoro in formati così diversi e lontani tra loro nel tempo, due estremi per l'industria musicale, è comunque una scommessa. Come avete scelto questa strada? Per come la vedi tu, queste formule sono delle buone alternative al continuo calare dell'interesse verso l'acquisto del cd?
La questione è appunto il fortissimo declino del formato cd, che nel nostro piccolo stato si esplicita in maniera assai più rilevante con il declino totale di qualsiasi tipo di fruizione musicale. Se devi pensare a un prodotto da vendere, purtroppo i contenuti non bastano, per accattivarsi una fetta in più di questo odiosissimo mercato, è necessario puntare sulla suppellettile estetica. Ed ecco riaffiorare dalla borsona del merchandising vinili gatefold a due tasche, a tre tasche, o addirittura a quatto tasche (!), musicassette con cofanetti autocostruiti, magliette con grafiche spettacolari: tutto per riuscire a trovare un modo per non implodere assieme al sistema.

- Raccontaci un po', da dove nasce il brano Brotherhood, quel pianoforte e il duetto con Jonathan Clancy?
In verità confesso che con Jonathan, prima che si formassero i My Awesome Mixtape, esisteva un progetto momentaneamente chiamato "The Wrong Verse" in cui io mi cimentavo alla realizzazione di basi e lui nel rappato. Brotherhood è un pezzo nato da un campione di pianoforte di Debussy e avendoci accompagnato una batteria così dannatamente hip hop le assonanze con quel vecchio progetto sono riaffiorate. E così non mi sono perso d'animo pensando malinconicamente al tempo che fu e ho deciso di chiamare Jonathan a cantare sul pezzo!
- Il primo maggio all'Handmade Festival mi pare ci sia stato il battesimo della nuova line-up. Cosa cambia ora sul palco, tra gli strumenti e i cavetti con questa formazione con un nuovo Andrea (Suriani al posto di Sologni) all'interno?
Il cosa cambia non dovrei essere io a dirlo quanto più tu che hai assistito al concerto...
Comunque la mancanza di sicuro lampante è l'assenza di un inserto chitarristico. Come hai potuto notare il Suriani si districa agilmente con l'uso delle tastiere; e diciamo che questa nuova tendenza ci stuzzica e garba parecchio.

- Il secondo lavoro sulla lunga distanza dei MAM s'intitolerà How Could A Village Turn Into A Town. Puoi anticipare con pochi aggettivi come suonerà l'album e se anche per questa uscita state preparando con la 42 Records qualche sorpresa per ciò che riguarda il formato della release?
Le sorprese non possono essere svelate... altrimenti che sorprese sono!!!

- Cos'è Quakers and Mormons? Per quanto ancora rimarrà un progetto "segretamente solista" e rigorosamente senza link? Cosa ti ha spinto a cimentarti con questo tipo di hip hop senza fronzoli e con delle sonorità così poco inflazionate come quelle di tradizione ebraica, yiddish e balcanica?
Quakers and Mormons è un ritaglio di tempo, nato sostanzialmente dal fatto che con i MAM quest'estate non si sarebbe suonato poi così tanto in vista dell'imminente uscita di Settembre, e dunque presentato così potrebbe essere percepito quasi come un ripiego. (ehehehe)
In verità vorrei investirci davvero parecchio sul progetto, il cimentarmi in questo nuovo genere per me è assolutamente una bella sfida, esattamente come essere completamente da solo su un palco. Bisognerà, credo, attendere ancora un bel po' di mesi prima che esca un qualcosa di musicalmente fisico con un piano concertistico programmato, ma confido che ciò accadrà.

- Un ultimo pensiero. Cosa ti è passato in testa quando hai saputo della chiusura di My Honey, l'etichetta del vostro primo album My Lonely and Sad Waterloo?
Un forte dispiacere, indipendentemente dalle questioni affettive che ci legassero all'etichetta in sé, quanto più per una questione etica di stanza a My Honey che molto probabilmente la contraddistingueva da tutte le altre etichette: ovvero l'umiltà e la moderazione del rimanere nel proprio piccolo senza strafare.

(♫) My Awesome Mixtape - Brotherhood (feat. Jonathan Clancy)
(♫) My Awesome Mixtape - Diderot (Amari Night Members remix)
(♫) Quakers and Mormons - Moldavia
(♫) Quakers and Mormons - New York Town

martedì, luglio 07, 2009

Mengo Music Fest!

Parte oggi in quel di Arezzo la tre giorni di live con il Mengo Music Fest, piccola rassegna di musica indipendente nata con l'intento di valorizzare band toscane ed aretine. Il Mengo ormai giunto alla quinta edizione è messo su dai ragazzi dell'Associazione Dischi Volanti e Pagoda Bar e ha luogo al parco di via Alfieri, in zona Tortaia. Ogni serata ospiterà un main act di chiusura: oggi si finirà con il cantautorato acustico politico di Un Incoerente Come Tanti, mercoledì con il rock al vetriolo dei Ministri e giovedì sera, tra le selezione musicali del sottoscritto, si concluderà la rassegna con i Thank You For The Drum Machine e i loro ritmi ipertonici e con la verve elettropop dei My Awesome Mixtape da Bologna.

Importante segnalare anche attraverso le parole di Enrico Zoi e Federico Scapecchi di Dischi Volanti la nobile iniziativa all'intero della festival che prevede "una raccolta di beneficenza per l'Abruzzo che inviti tutti a donare anche soltanto 1 euro a persona. E chissà che il ricavato non serva ai giovani abruzzesi, meno fortunati di noi in questo momento, a mettere in piedi un evento musicale dove i gruppi del luogo possano esibirsi come è nel loro diritto".

Sarà bello stare nel parco e lasciarsi incuriosire dalle diverse band locali che si alterneranno sul palco. Le birre e i panini pare siano forniti in quantità industriale dalle diciotto fino a mezzanotte.
L'ingresso, magia magia, è gratuito!
Ecco il progamma:

MARTEDI' 7 LUGLIO
- Granchi Aviatori
- Osaka Flu
- Novonada
- Pink Ego Box
- Un Incoerente Come Tanti

MERCOLEDI' 8 LUGLIO
- Sleeve
- Fudo Satellite
- In Viola
- Ministri

GIOVEDI' 9 LUGLIO
- Mr Pink
- Elefunk
- 4myself
- Thank You For The Drum Machine
- My Awesome Mixtape

domenica, luglio 05, 2009

Sunday Morning Réveil
"Long live Sunday seekers"

[pic]

mercoledì, luglio 01, 2009

Girls video roundup

Da quando ho ascoltato per la prima volta il duo di San Francisco Girls posso dire con certezza che non ho potuto farne più a meno. Ogni volta che ho pensato di aver qualcosa da scrivere ho postato solo immagini e canzoni, nulla più. Gola secca, salivazione azzerata, sudore alle mani, guance rosse. Dev'essere grave lo sbandamento per una band se poi ti viene facile il paragone con le ragazze, quelle vere, quando sei nell'età di mezzo dell'adolescenza e le scopri e ci rimani sotto.

Ultima conferma di vera infatuazione è stato vedere il nuovo video di Hellhole Ratrace, condividerlo nel reader e implorare tra i commenti: "Scrivete voi qualcosa, vi prego. A me mi si sciolgono i polpastrelli dalla tenderness!" Per fortuna fra i destinatari del messaggio c'erano i bravi Nur e Enzo che con i loro post hanno fatto il punto della situazione.

Da un po' di giorni poi mi sembra che l'atmosfera attorno ai Girls, ormai in formazione a quattro, sia stia facendo sempre più calda. Tornati dal tour europeo e dai fasti del Primavera Sound hanno suonato tre attesissime date a New York. Concerti che a giudicare dai video che rimbalzano nella blogosfera pare che siano stati vivisezionati fino all'ultimo riverbero. Le sorprese non mancano, i Girls sanno come rubare i cuori anche dal vivo.

Disponibile su The Fader l'inedita Laura seguita dall'inconfondibile incipit di quell'inno al lusso e alla normalità che è ormai diventata da queste parti Lust For Life.



Questa è la cover di Wild Eyes delle Vivian Girls. Mentre la canzone prende la forma di una ninna nanna per menti ubriache le Vivian sono proprio lì dietro e sembrano divertirsi.



Sempre nella stesso live al Cake Shop i Girls pagano il loro tributo all'appena scomparso Michael Jackson suonando una straziante versione di Heal The World.



A proposito di cover, perfetta come chiusura è la versione "più Girls che mai" della nuova ballatissima di Cass McCombs Dreams Come True Girl...



Album è il nome scelto per il primo LP dei Girls, in uscita il 22 Settembre per True Panther, Matador e Turnstile Records. La copertina sarà quella che vedete lì su. I Girls sono gli unici due uomini in foto.

(♫) Girls - God Damned
(♫) Vivian Girls - Wild Eyes
(♫) Michael Jackson - Heal The World
(♫) Cass McCombs - Dreams Come True Girl

lunedì, giugno 29, 2009

Sturm und Drang elettropop

Non ricordo tutti i passaggi e come ci sono arrivato, ma cosa certa è che era l'inizio dell'autunno quando capitai sullo space de Le Rose. Nel player c'erano ancora i demo, poche informazioni sulla band e un sacco di riferimenti musicali sotto forma di album di artisti italiani degli anni Ottanta. Visto che l'anagrafe non mi aiutava, al primo ascolto pensai piuttosto a nomi contemporanei come i Baustelle. Ma qualcosa mi riportava invece all'infanzia, ai pomeriggi in macchina e a una voce che veniva spesso fuori dall'autoradio, era di Antonella Ruggiero dei Matia Bazar e lei, diceva mia mamma che mi spiegò chi era, in Italia non aveva rivali.

Le Rose sono un duo, lui-lei, Flavio e Andrea di Roma, da poco venuti fuori con un 7'' Mi Dice Sì / Schumann per la talent scout label fiorentina Pippola Music. Il posto più giusto sarebbe stata la radio, ma dal momento che l'etere non è disponibile abbiamo provato a ospitarli qui con una breve intervista. Visto che siamo cavalieri la pubblichiamo dopo quella uscita sulle pagine di D di Repubblica.

Il vinile è blu, le canzoni a tratti viola, il colore delle Rose scopritelo voi nell'intervista...

- Vi rendete conto della potenzialità sinestetica del vostro nome? Qualora mi chiedessero cosa stia ascoltando ultimamente direi "Ascolto Le Rose". E' una risposta con un suo valore poetico, evoca due sfere sensoriali differenti in un'unica immagine piuttosto inedita.
Sei sicuro siano solo due? Quali, poi? Vista e udito? Noi abbiamo pensato anche al profumo, alla morbidezza e al sapore di un fiore in bocca.

- Mi raccontate la vostra storia come band e quali sono i ruoli all'interno del duo con aneddoti e sfumature gossip?
È una storia molto semplice. Ci siamo conosciuti durante una jam con altri ragazzi, nello studio di registrazione di Manuel Cascone, a via Capo d'Africa. Prima frequentavamo gli stessi posti, avevamo pure degli amici in comune, ma fu soltanto la musica ad avvicinarci. L'idea di partenza era un duo tastiere e voci, musica intimistica e d'ascolto. Qualcosa di opposto a quello che entrambi separatamente avevamo portato avanti con i nostri precedenti progetti. Vedersi alle prove era liberatorio, perché potevamo finalmente dare sfogo alle nostre aspirazioni pop. Partimmo dalle nostre canzoni fatte ascoltare ancora a nessuno. Venivano bene e allora invitammo gli amici alle prove. Il primo pezzo vero de le Rose fu un pezzo con pretese cantautoriali, MrBlue. Seguì il primo concerto al Fanfulla 101, un locale ormai famoso nella Roma by night. Ci eravamo dotati di tastiere di tutti i formati e le generazioni e synthetizzatori. Il pubblico fu conquistato dalla nostra spontaneità e timidezza e intravide il nostro ascendente dance. Eravamo in embrione, eppure qualcosa era arrivato.
Oggi,l'attitudine è rimasta la stessa. Non ci sono ruoli definitivi: le Rose sono un box di giochi in cui due bambini si scatenano.

- A guardare e sentire il vostro myspace si intuisce presto di che decennio vi sentiate più figli, gli anni 80. Preferireste essere nati da un'ammucchiata tra Matia Bazar e Baustelle oppure da una sveltina tra Alberto Camerini e la Rettore?
Gli anni 80 sono stati un gioco, ma molti non l'hanno capito. Ora siamo già stanchi di questo cliché. È un fatto puramente estetico, ma non essenziale. La nostra musica da un punto di vista tecnico sonoro è contemporanea. Lavoriamo col PowerBook e con macchine nuove. Viviamo la realtà del blog. Ci vestiamo stando attenti alle mode, ma usando la fantasia, per inventare il modo di superarle. Siamo cresciuti insieme agli amici mangiando musica, nei pomeriggi oziosi a casa con lo stereo. In particolare, l'amore per la musica italiana del passato, ha fatto venire voglia pure a noi di scrivere le canzoni. Però prima dovevamo capire il linguaggio della nostra generazione, come hanno fatto Garbo e Camerini. Il linguaggio non si inventa mai tutto daccapo, ma si trasmette da un'epoca all'altra. Il revival degli anni 80 è stata una tendenza di qualche anno fa che ora va già scemando e si trasfigura in movimenti creativi nuovi. In realtà per le Rose è stata molto importante una cultura musicale contemporanea, quella della micromusic, che Flavio suona ormai da anni.

- I primi singoli Mi Dice Sì e Schumann pubblicati in un 45 giri per Pippola Music sono due brani di elettro pop essenziale, dai testi romantici, decadenti e in italiano. Si possono prendere come esempi su come suonerà il prossimo album in uscita ad Ottobre sempre con l'etichetta di Firenze?
Sì, ogni pezzo racchiude in sé l'anima degli altri. Li abbiamo scritti sull'onda della stessa ispirazione, che è durata più di un anno, tra prove, indecisioni, correzioni. Raccontano la nostra vita, sturm und drang e bohemien.

- Qual'è il vostro rapporto con Roma? E' un'influenza nella vostra musica la miriade di immagini, luoghi e colori diversi che offre la città eterna?
Roma è infinita. E' malvagia e amorevole, ti accarezza e ti sbatte. Siamo ragazzi segnati dalla vita caotica in questa metropoli. Tutta la nostra bellezza è in questa città.

- E se qualcuna s'innamorasse "del primo che le capita" mentre suona in sottofondo una vostra canzone? Missione compiuta?
Già, è il potere della musica, nei dancefloor, dove qualcosa muta nella percezione. È il “Lasciarsi fare”, il lasciarsi andare ad una flessione della volontà, per perdersi in uno sguardo, qualsiasi, purché caldo e umano. Certo questo non basta a sentirsi meno soli, al massimo non più soli degli altri. Mi Dice Sì è un pezzo stridente e sensuale, forse decadente, se bellezza e tristezza lo sono. Sì, se a qualcuno venisse voglia di fare l'amore ascoltando Le Rose, missione compiuta.

(♫) Ascolta Le Rose

domenica, giugno 28, 2009

Sunday morning réveil
hey you! parents out! you better play loud!

[da Songs For Tuesdays, dal 14 Luglio su Slumberland]

mercoledì, giugno 24, 2009

A love letter from Air France

"Gli Air France spostano Göteborg nelle Baleari", lo scrivevo giusto un anno fa ma già in più parti, P4K in testa, non si parlava del duo svedese senza tirare fuori Ibiza, l'house e gli anni novanta.
Göteborg è la città dove Joel e Henrik si trasferirono assecondando l'infatuazione contemporanea per una coppia di gemelle. Finita la storia con le ragazze credo proprio abbiano cominciato quella più lunga e radicata con il posto meridionale che li aveva accolti e stretti al suo petto. La dedica alla città svedese è un progetto musicale intitolato GBG Belongs To Us. Apertamente ispirati dai loro idoli dell'adolescenza, i Saint Etienne di London Belongs to Me, sono affetti dalla stesso attaccamento morboso per lo spazio urbano. "Geography and architecture are essential elements of pop", la musica come mezzo per riappropriarsi degli spazi, altrimenti sacrificati ai mostri dell'edilizia.

GBG Belongs To Us è un atto d'amore multimediale in tre parti.
Nella lettera la mappa di Göteborg diventa un taccuino per cerchiare in rosso i luoghi dove "it well worth the trip": il barbiere Hasse, la foresta di Delsjö (sulla quale Jens è invitato a scrivere una canzone), il club preferito Livet, dove non si ricorda una serata una andata male, lo stagno nel campus dell'accademia d'arte che vide il moniker Air France nascere. Persino un luogo segreto, senza indirizzo, dove l'amico Victor organizza i party, workshops e le conferenze illegali in mezzo alla natura. Dovessi capitare in città stamperei tutto, ci sono anche i numeri dei bus su cui saltare per perdersi e poi chiedersi "do you ever wonder where we've been?"

E Göteborg è anche lì, nel brano che ricrea l'atmosfera e i colori sfumati del tramonto giù al molo. Con una mano impegnata in effusioni sotto la polo, nell'altra il cocktail, il vento tra i vestiti, l'unico limite al completo abbandonarsi diventa la banchina. La voce lasciva è di Roos delle Cat5, sirena tentatrice che passa tra i tavolini e scompare con il ritmo leggero del sinth e del piano che le fanno da segnapassi. E' diretta altrove, in altri luoghi per distrarre inconsapevolmente altri sguardi di altri amanti.
La città appartiene a loro e "to everyone who's heart skips a beat at the sight of an intersection, feeling dizzy at the amount of routes available, and to everyone who believe that a city is not just a home, it's a lifelong companion."



(♫) Air France - Gbg Belongs To Us

lunedì, giugno 22, 2009

We'll never feel that anymore

La leggera sensazione di testa vuota dell'ultimo week-end è stata perfettamente circondata da un'adeguata colonna sonora, un pugno di canzoni che casualmente sono finite in fila nell'ordine giusto nel player del pc. Uno dei pezzi ad aver accompagnato questi pomeriggi è stato allegato al post precedente, una roba da sentire mentre si trita il ghiaccio per i mojito fatti in casa e che è servita anche a coprire il vociare dei turisti che entrava dalle finestre aperte sulla strada.

Poi è arrivato questo brano dei Weezer rifatto da The Calorifer Is Very Hot. Ma non sono mai impazzito per la band di Cuomo, mai piaciuta troppo Island In The Sun, ricordo che il video, firmatissimo scopro, non mi piaceva altrettanto.
Al contrario, questa versione "Cassero Limited Edition" realizzata dai kids di Ferrara mi pare richiamare alla grande la pigrizia e il desiderio di isola deserta invocati nel testo -la voce di Nicola è ottima in questo- e si candida a degno brano di chiusura della giornate in spiaggia. E preferisco pure il tappeto di battiti elettronici su cui si sdraia tutta la cover alle chitarre aperte dei Weezer da classifica. Chissà che se accelerata non possa andare bene per riprendere fiato persino sul dancefloor estivo. Come augura il Calorifero, "Peaceful laziness to everybody!"

[pic]

(♫) The Calorifer Is Very Hot - Island In The Sun (Weezer cover)

domenica, giugno 21, 2009

Sunday morning réveil
I ♥ NY MALAWI

domenica, giugno 14, 2009

Sunday morning réveil
Girls smell like summer

venerdì, giugno 12, 2009

dog face
dog face
you say it right
when you're about to come
i walk outside

dog face
dog face
don't leave me high
cause our time's too short
to be sacrificed

[Death In Donut Plains - Meanwhile] | [pic]

mercoledì, giugno 10, 2009

God help the frog

E' partita la crociata God Help The Girl. Con l'uscita del video del singolo Funny Little Frog - brano già presente su The Life Pursuit ma originariamente pensato per far parte proprio della attuale pop opera firmata da Stuart Murdoch dei Belle and Sebastian - possiamo finalmente manifestare l'ufficiale impazienza di avere tra le mani l'album e altro vario materiale in uscita di qui fino a Natale.
Questa versione di Funny Little Frog rispetto alla sorella maggiore è super orchestrata, cantata da una voce femminile espressamente soul e rallentata quanto basta per una farci una camminata in riva allo stagno. Lemme lemme mi ha quasi convinto che sia meglio della precedente. Starebbe bene se lasciata andare nell'etere, volesse il cielo programmata da una radio di respiro nazionale, ascoltata appena svegli su una trasmissione del mattino. Ci conto.



(♫) God Help The Girl - Funny Little Frog
(♫) Belle and Sebastian - Funny Little Frog

domenica, giugno 07, 2009

Sunday morning réveil
Symphonic version